Politica Forense

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Premesso che non tutte le colpe della MALAGIUSTIZIA possono essere fatte ricadere sulla magistratura, la sovrabbondanza di leggi, nel Paese, è tale che viene resa difficile la formazione del giudizio, proprio perché la legge non deve essere interpretata , ma esclusivamente applicata. Compito del magistrato è quello di determinare la colpevolezza, la responsabilità di un soggetto indagato per scoprire se ha agito in modo illegale. Attualmente il magistrato è “potere (conferitogli dalla legge) senza “responsabilità” (del suo operato). Chi ricerca la responsabilità non ha responsabilità. E’ un controsenso, è un insulto alla logica.

Il caso più eclatante di malagiustizia del passato è quello di Enzo Tortora e quello attuale che verrà confermata nei prossimi anni sarà quello di Silvio Berlusconi. Altro caso è quello di Giuseppe Gullotta che esce dal carcere dopo 22 anni di segregazione essendo innocente ed ora chiede un indennizzo allo Stato di 69 milioni a seguito delle sentenze sbagliate che hanno rovinato la sua vita e quella dei familiari.

Una riforma della magistratura è necessaria . La riforma non deve ledere, l’autonomia della magistratura, ma deve prevedere l’inserimento di nuovi vincoli che vanno al di là della semplice separazione delle carriere, che è pure importante. Per esempio : i magistrati ritenuti colpevoli di reati o sentenze che risultano errate dovranno rispondere in sede civile dei danni arrecati; dovrà essere inibito ai magistrati l’accesso alla carriera politica se non dopo 10 anni dalla cessata funzione…

Troppo comodo dare la colpa agli avvocati e alla troppa litigiosità degli italiani. Per dare più giustizia non va reso più difficile adire le vie legali. Serve invece organizzare meglio il lavoro dei Tribunali e delle Procure. Riportare negli uffici un minimo di gerarchia e di eliminare i protagonismi di chi, nella casta in toga, usa la propria funzione come trampolino di lancio verso la politica, e ne abbiamo visti tanti, troppi, negli ultimi anni.

Dal 1989 al 2012 quasi 25.000 italiani sono stati incarcerati ingiustamente. Lo Stato ha speso per risarcirli quasi 550 milioni di euro. Se a questi sommiamo altri 30 milioni rimborsati per errori giudiziari, arriviamo a quasi 600 milioni di euro. Ma non basta. Nel 2013 il totale dei casi di ingiusta detenzione è stato di 1368, quello dei casi di errore giudiziario 25; la spesa dei risarcimenti per ingiusta detenzione in un solo anno arriva a 35.853.732,58 euro e quella per i rimborsi per errori giudiziari a 852.922,57 euro.  Tali cifre fanno riflettere e per questo motivo che il sottoscritto ha voluto creare un ‘ organizzazione a livello regionale ( Marche ) per difendere e tutelare le persone ed i loro familiari che hanno subito una ingiusta pena, carcerazione …

Avv. Vincenzo Blasi


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